Percorso & esame
Punteggio minimo esame agente immobiliare: la regola
Ultimo aggiornamento: Lettura: 6 min
In due righe
La regola non la fissa la Camera di Commercio: è nazionale, sta nell'art. 1 del D.M. 300/1990 ed è doppia. Serve una media di almeno 7/10 fra le prove scritte e non meno di 6/10 in ciascuna. Il «70%» che si legge ovunque non compare in nessun documento ufficiale.
Se cerchi online quanto serve per passare l'esame da agente immobiliare, la risposta che trovi quasi sempre è «il 70%», spesso tradotta in «21 risposte esatte su 30». È un numero che circola da anni, copiato da un sito all'altro. Ho letto i regolamenti di diciassette Camere di Commercio e non compare in nessuno: l'elenco dei documenti è qui.
Qual è il punteggio minimo per passare l'esame?
La fonte è una sola, ed è nazionale: l'articolo 1 del Decreto Ministeriale 21 febbraio 1990 n. 300. Dice che sono ammessi alla prova orale i candidati che abbiano riportato una media di almeno sette decimi nelle prove scritte e non meno di sei decimi in ciascuna di esse.
Sono due condizioni, non una, e vanno soddisfatte entrambe. È qui che il «70%» inganna: suggerisce una soglia unica da raggiungere in qualche modo, e invece il decreto fissa anche un minimo per ogni singola prova.
Due candidati, stessa media
8 e 6
Anna è ammessa all'orale
Media 7, nessuna prova sotto il 6: entrambe le condizioni soddisfatte.
9 e 5
Marco non è ammesso
Stessa media di Anna, ma la seconda prova è sotto il minimo di 6/10.
Marco ha più risposte esatte di Anna. Non basta: il decreto non premia il totale, chiede solidità in entrambe le parti del programma.
La simulazione gratuita restituisce il punteggio diviso per materia, che è il modo per accorgersi in tempo se saresti Marco.
La conseguenza pratica è controintuitiva e va detta chiaramente: essere fortissimi in una materia non compensa un buco nell'altra. Chi va benissimo in diritto e male in estimo non passa, per quanto alta sia la media. È il motivo per cui conviene guardare il punteggio per materia, non quello complessivo.
Perché allora tutti scrivono «70%»
Perché 7/10 è il 70%, e la scorciatoia sembra innocua. Il problema è che nel tradurre si perde il secondo vincolo, quello che fa bocciare Marco. E si perde anche il fatto che la media si calcola fra le prove, non sul totale delle domande.
Le Camere, dal canto loro, la stessa regola la scrivono in modi diversi. Torino la esprime in trentesimi: media 21/30 e nessuna prova sotto 18/30. Bari, che ha una prova sola da 40 domande, la converte in un numero secco: almeno 28 risposte esatte. Sono traduzioni della stessa norma, non regole locali.
Cosa cambia davvero fra una Camera e l'altra
Non la soglia: il formato. E lì le differenze sono enormi. A Padova la prova scritta è di 20 domande in tutto, a Torino sono 60. A Firenze hai 15 minuti per ciascuna prova e perdi mezzo punto anche per le risposte che lasci in bianco; a Genova ne hai 30 e nessuna penalità dichiarata per gli errori. A Milano una risposta sbagliata costa 0,25, a Cagliari mezzo punto.
Sono differenze che cambiano completamente la strategia. Dove l'omissione è penalizzata quanto l'errore, rispondere a caso conviene sempre; dove l'errore è penalizzato e l'omissione no, tirare a indovinare è una perdita netta. Il confronto completo affianca tutte le Camere, con il documento da cui viene ogni riga.
Verifiche svolte il 23 agosto 2026 leggendo i regolamenti pubblicati dalle Camere citate, di cui trovi qui l'indirizzo. I regolamenti cambiano: prima di iscriverti controlla l'avviso della tua sessione.
Quante risposte esatte servono, Camera per Camera
Il 7/10 e il 6/10 sono frazioni: tradotte nel numero di risposte che devi azzeccare, cambiano parecchio, perché varia il numero di domande che ti vengono fatte. Ecco la conversione per le Camere che pubblicano il formato della prova.
| Camera | La prova | Per il 7/10 di media | Minimo per prova (6/10) |
|---|---|---|---|
| Milano Monza Brianza Lodi | 2 prove da 20 e 20 domande | 14 su 20 | 12 su 20 |
| Torino | 2 prove da 30 e 30 domande | 21 su 30 | 18 su 30 |
| Genova | 2 prove da 20 e 20 domande | 14 su 20 | 12 su 20 |
| Venezia Rovigo | 2 prove da 20 e 20 domande | 14 su 20 | 12 su 20 |
| Padova | 2 prove da 10 e 10 domande | 7 su 10 | 6 su 10 |
| Firenze | 2 prove da 20 e 20 domande | 14 su 20 | 12 su 20 |
| Marche | una prova da 40 domande | 28 su 40 | 24 su 40 |
| Umbria | 2 prove da 20 e 20 domande | 14 su 20 | 12 su 20 |
| Roma | 2 prove da 10 e 10 domande | 7 su 10 | 6 su 10 |
| Napoli | 2 prove da 30 e 15 domande | 21 su 30 | 18 su 30 |
| Bari | una prova da 40 domande | 28 su 40 | 24 su 40 |
| Palermo ed Enna | 2 prove da 20 e 20 domande | 14 su 20 | 12 su 20 |
| Cagliari-Oristano | una prova da 40 domande | 28 su 40 | 24 su 40 |
Le colonne sono riferite alla prima prova, che nella maggior parte delle Camere ha lo stesso numero di domande della seconda. Sono conversioni aritmetiche della soglia di legge, non regole locali: dove la Camera penalizza gli errori o le omissioni, il conto delle risposte utili cambia, e quella colonna la trovi nella tabella comparativa.
Come si traduce nello studio
In una regola semplice: nessuna materia può restare scoperta. Un 85% complessivo con il 30% in estimo è un rischio, non un via libera, perché quel 30% quasi certamente si concentra nella prova che il decreto vuole almeno sufficiente.
Il modo più rapido per accorgersene è una prova cronometrata che dia il punteggio diviso per materia, invece del solo totale. La simulazione gratuita lo fa, e si può tarare sul formato della tua Camera: allenarsi su 30 domande in 30 minuti quando all'esame ne avrai 20 in 15 è un esercizio diverso da quello che ti aspetta.
Domande frequenti
Serve il 70% per passare l'esame da agente immobiliare?
No, e quella formulazione non compare in nessun documento ufficiale. L'art. 1 del D.M. 300/1990 chiede due cose insieme: una media di almeno 7/10 fra le prove scritte e non meno di 6/10 in ciascuna di esse. Chi ottiene 9 e 5 ha una media di 7 ma è bocciato, perché una delle due prove è sotto il minimo.
Quanti errori si possono fare?
Dipende da quante domande fa la tua Camera di Commercio, e il numero varia molto: si va dalle 20 domande complessive di Padova alle 60 di Torino. Su una prova da 30 domande, restare a 7/10 significa non superare i 9 errori. Ma attenzione al secondo vincolo: anche restando entro quel margine, nessuna delle due prove può scendere sotto il 6/10.
Si può essere bocciati pur avendo la media del 7?
Sì, ed è la sorpresa più frequente. La media di 7/10 è solo una delle due condizioni: l'altra è non scendere sotto il 6/10 in nessuna delle prove. Chi prende 9 nella prima e 5 nella seconda ha una media di 7 ma non viene ammesso all'orale, mentre chi prende 8 e 6 passa pur avendo meno risposte esatte in totale.
Il punteggio minimo lo decide la Camera di Commercio?
No, lo fissa un decreto ministeriale valido in tutta Italia: l'art. 1 del D.M. 300/1990. Le Camere lo traducono in forme diverse, per esempio Torino in trentesimi e Bari in numero di risposte esatte, ma non possono cambiarlo. Quello che ogni Camera decide davvero è il formato della prova: quante domande, quanto tempo e come vengono contati gli errori.
La soglia cambia da Camera a Camera?
No, la soglia è nazionale perché la fissa un decreto ministeriale. Cambia solo il modo di scriverla: Torino la esprime in trentesimi (media 21/30, nessuna prova sotto 18/30), Bari la converte in un numero secco di risposte esatte (28 su 40). Quello che cambia davvero fra Camere è il formato della prova: quante domande, quanto tempo e come vengono contati gli errori.
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