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Agibilità o abitabilità: che differenza c’è
Ultimo aggiornamento: Lettura: 3 min
«Agibilità o abitabilità?» è una domanda-trappola: sembra chiedere una differenza, ma la risposta giusta è che quella differenza, oggi, non esiste più. Vediamo perché, e cosa attesta davvero questo documento.
Risposta in una riga: oggi sono la stessa cosa. Esiste solo l’agibilità, attestata con la SCA; «abitabilità» è il nome che si usava per le case prima del 2016.
Risposta breve
In passato l’abitabilità riguardava gli immobili residenziali e l’agibilità gli altri usi. Oggi la distinzione è superata: c’è un unico concetto di agibilità, attestato dall’interessato con la SCA (segnalazione certificata di agibilità), non più con un certificato rilasciato dal Comune.
Perché esistevano due parole diverse?
Per anni si sono usate due parole diverse: abitabilità per le case, agibilità per negozi, uffici, capannoni e simili. Nella sostanza dicevano la stessa cosa, cioè che l’immobile poteva essere usato in sicurezza. Da qui la confusione che ancora oggi porta a trattarle come due certificati distinti.
Quando serve l’agibilità oggi, e chi la attesta?
Con il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001, art. 24), poi modificato dal D.Lgs. 222/2016, il vecchio certificato rilasciato dal Comune è stato sostituito dalla segnalazione certificata di agibilità: è l’interessato, con l’asseverazione di un tecnico, a dichiarare che l’immobile ha i requisiti di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e conformità dell’opera al progetto. La SCA va presentata allo sportello unico per l’edilizia entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori (art. 24, comma 2, D.P.R. 380/2001); l’immobile è agibile dalla presentazione.
| Aspetto | Abitabilità (ieri) | Agibilità (oggi) |
|---|---|---|
| A cosa si riferisce | Abitabilità (ieri): Immobili residenziali | Agibilità (oggi): Qualsiasi immobile: un concetto unico |
| Norma | Abitabilità (ieri): Prassi e testi unici sanitari pre-2001 | Agibilità (oggi): Art. 24 D.P.R. 380/2001, come modificato dal D.Lgs. 222/2016 |
| Chi la rilascia | Abitabilità (ieri): Il Comune, con certificato | Agibilità (oggi): Nessuno: la attesta l’interessato con la SCA, asseverata da un tecnico |
| Quando serve | Abitabilità (ieri): A fine lavori, per abitare | Agibilità (oggi): Entro 15 giorni da fine lavori; in compravendita la mancanza va dichiarata nell’atto |
Perché lo chiedono all’esame
Perché serve a capire se hai seguito l’evoluzione della norma o se ti sei fermato ai vecchi manuali. La risposta da dare è netta: una sola agibilità, attestata con la SCA. Al quiz la domanda tipo è «Chi rilascia il certificato di agibilità?»: non lo rilascia più nessuno, si presenta la SCA. Approfondisci la normativa immobiliare e allenati con i quiz.
Questa distinzione è una domanda da quiz. Provala adesso, insieme alle altre di normativa immobiliare.
Prova il quizIn compravendita, cosa cambia
Un immobile può essere venduto anche senza agibilità: la compravendita resta valida. Ma la mancanza va dichiarata nell’atto e incide sull’uso concreto e sulla concessione di un mutuo. Per questo, prima del rogito, si controlla sempre se la segnalazione certificata di agibilità è stata presentata: è una delle verifiche che l’agente immobiliare non può saltare. Sulle altre verifiche e sulle regole della professione, trovi la scheda di normativa immobiliare e l’articolo su agente immobiliare e mediatore creditizio.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra agibilità e abitabilità?
Storicamente l’abitabilità riguardava gli immobili residenziali e l’agibilità gli altri usi. Oggi la distinzione è superata: si parla di un unico concetto di agibilità, attestato dall’interessato con la SCA (segnalazione certificata di agibilità).
Cos’è la SCA?
È la segnalazione certificata di agibilità: una dichiarazione, corredata dall’asseverazione di un tecnico, con cui l’interessato attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e conformità dell’opera al progetto. Ha sostituito il vecchio certificato rilasciato dal Comune.
Chi rilascia oggi l’agibilità?
Non è più il Comune a «rilasciare» un certificato: è l’interessato a presentare la SCA con l’asseverazione del tecnico. Il quadro è quello del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001, art. 24), modificato dal D.Lgs. 222/2016.
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