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Materie & metodo di studio

Quando matura la provvigione del mediatore

Ultimo aggiornamento: Lettura: 3 min

È la domanda che i commissari amano fare (a me l’hanno fatta all’orale di Lecce), perché separa chi ha capito la mediazione da chi l’ha memorizzata: quando il mediatore ha davvero diritto alla provvigione? Non quando fa visitare la casa, ma quando succede una cosa precisa.

Risposta breve

Il mediatore ha diritto alla provvigione quando l’affare è concluso per effetto del suo intervento (articolo 1755 del codice civile). Servono due condizioni insieme: la conclusione dell’affare e il nesso causale tra questa e l’attività del mediatore.

Cosa dice l’articolo 1755

La norma è netta: «Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l’affare è concluso per effetto del suo intervento». Da qui due conseguenze: la provvigione matura verso entrambe le parti (il mediatore è imparziale), e solo se c’è un collegamento tra il suo intervento e la conclusione.

La provvigione del mediatore matura quando l’affare è concluso per effetto del suo intervento: serve un vincolo giuridico fra le parti, non basta la trattativa.

Il testo vigente è consultabile su Normattiva (art. 1755 c.c.).

Le due condizioni

1. L’affare è concluso. Serve un vincolo giuridico tra le parti: l’accettazione della proposta, la firma del preliminare. La semplice trattativa o la visita all’immobile non bastano.

2. Il nesso causale. L’affare deve concludersi per effetto dell’intervento del mediatore. Se le parti si accordano per una via del tutto indipendente da lui, il diritto non sorge.

Se il compromesso salta, la provvigione è dovuta? I casi in tabella

Confronto per ciascun aspetto dello studio: La provvigione matura? e Perché.
Visita all’immobile, trattativa in corsoLa provvigione matura?: NoPerché: Nessun vincolo giuridico fra le parti
Proposta d’acquisto accettataLa provvigione matura?: SìPerché: L’affare è concluso: il vincolo nasce con l’accettazione
Preliminare (compromesso) firmatoLa provvigione matura?: SìPerché: È un contratto vincolante: il diritto è già sorto
Preliminare firmato, poi il rogito saltaLa provvigione matura?: SìPerché: Il diritto era maturato con il preliminare; non viene meno
Trattativa arenata, le parti concludono l’affare da sole dopo mesiLa provvigione matura?: NoPerché: Manca il nesso causale con l’intervento del mediatore
Affare concluso, ma un anno dopo nessuna richiestaLa provvigione matura?: PrescrittaPerché: Art. 2950 c.c.: prescrizione di un anno

Un esempio concreto

  1. Visita all’immobilenessun diritto
  2. Trattativa fra le partinessun diritto
  3. Proposta d’acquisto presentatanessun diritto
  4. qui l’affare si conclude

  5. Accettazione della proposta, o firma del preliminarela provvigione matura

E solo per effetto del suo intervento. Il nesso causale non è un passo successivo: è una condizione che deve valere. Se le parti si accordano per vie del tutto indipendenti dal mediatore, il diritto non sorge nemmeno dopo la firma.

I primi tre passi valgono uguale: zero. Non è il lavoro svolto a far scattare il diritto, ma la conclusione dell’affare. Confondere le due cose è esattamente l’errore che si fa all’orale.

Fai visitare un appartamento a un cliente: a questo punto non hai diritto a nulla. Il cliente presenta una proposta d’acquisto, il venditore l’accetta: l’affare è concluso e la provvigione matura, da entrambe le parti. Se invece la trattativa si arena e nessuno si vincola, la provvigione non spetta, anche dopo settimane di lavoro. È la conclusione dell’affare a far scattare il diritto, non l’impegno profuso.

L’errore da evitare all’orale

Dire che la provvigione spetta «per aver trovato il cliente» o «per aver fatto vedere la casa» è la risposta sbagliata: quello è solo l’inizio. Il diritto matura con la conclusione dell’affare. Nel kit trovi le tracce orali di mediazione per allenarti a dirlo a voce, in due minuti, come davanti alla commissione. Questo è il cuore della mediazione, e il completamento naturale della definizione di mediatore dell’articolo 1754.

Prova i casi sulla provvigione. Matura o no, e quanto vale: esercizi con soluzione ragionata e gli articoli del codice.

Fai un esercizio

Domande frequenti

Quando il mediatore ha diritto alla provvigione?

Quando l’affare è concluso per effetto del suo intervento (articolo 1755 del codice civile). Servono due cose insieme: la conclusione dell’affare e il nesso causale tra questa e l’attività del mediatore.

Cosa si intende per «affare concluso»?

Un vincolo giuridico tra le parti: non basta la trattativa o la visita. L’affare è concluso, per esempio, quando si accetta la proposta o si firma il preliminare. Se le parti non si vincolano, la provvigione non matura.

In quanto tempo si prescrive il diritto alla provvigione?

In un anno dalla conclusione dell’affare: è la prescrizione breve prevista dall’art. 2950 c.c. per il diritto del mediatore alla provvigione. Passato l’anno senza una richiesta (o senza un atto che interrompa la prescrizione), il diritto non è più azionabile.

Il mediatore può chiedere la provvigione a entrambe le parti?

Sì. L’articolo 1755 prevede il diritto alla provvigione «da ciascuna delle parti»: essendo imparziale, il mediatore la matura verso entrambe, salvo diverso accordo o tariffa.

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