Tool & calcolatori
Valore catastale di un box auto C/6: esempio
Ultimo aggiornamento:
Un box auto ha una rendita piccola, ma all’esame il calcolo del suo valore catastale segue la stessa identica formula di una casa: cambia solo il moltiplicatore. Vediamo qual è quello giusto per la categoria C/6, con un esempio risolto passo-passo.
Risposta breve
Il valore catastale di un box auto in categoria C/6 si calcola come rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore. Il moltiplicatore è 120 per l’imposta di registro (successione, ipotecaria, catastale), 110 se il box è pertinenza di una prima casa agevolata, e 160 per l’IMU.
Per un box vale la stessa formula di una casa
Box, autorimesse e posti auto coperti ricadono nella categoria catastale C/6, insieme alle altre pertinenze C/2 (magazzini e cantine) e C/7 (tettoie). Come per ogni fabbricato urbano, si parte dalla rendita catastale riportata sulla visura, la si rivaluta del 5% (× 1,05) e la si moltiplica per un coefficiente che dipende da cosa devi pagare. La teoria dietro questo numero è estimo: una delle formule che il quiz della Camera di Commercio chiede quasi sempre.
L’esempio passo-passo
Prendiamo un box con rendita catastale di 150 €. Prima si rivaluta la rendita: 150 × 1,05 = 157,50 €. Poi si applica il moltiplicatore giusto. Ecco i tre casi, a parità di rendita:
| A cosa serve | Moltiplicatore | Valore catastale |
|---|---|---|
| Registro / successione (box non prima casa) | 120 | 18.900 € |
| Pertinenza della prima casa (agevolato) | 110 | 17.325 € |
| IMU | 160 | 25.200 € |
Base comune: 150 € × 1,05 = 157,50 €. Poi 157,50 × 120 = 18.900 €; 157,50 × 110 = 17.325 €; 157,50 × 160 = 25.200 €.
Il box pertinenza della prima casa
Se compri il box insieme alla prima casa (o come sua pertinenza, con i requisiti dell’agevolazione), il moltiplicatore scende da 120 a 110. L’agevolazione vale però per una sola pertinenza per categoria: un C/2, un C/6 e un C/7. Il secondo box, anche se acquistato con la casa, torna a 120.
L’errore che si paga all’esame
Il trabocchetto classico è usare il moltiplicatore 160 (che è dell’IMU) per calcolare le imposte di una compravendita: sono due tabelle diverse, non intercambiabili. L’altro errore è calcolare sul prezzo invece che sulla rendita: il valore catastale parte sempre dalla rendita di visura, mai dal prezzo pattuito. Verifica il tuo caso con il calcolatore del valore catastale.
Domande frequenti
Si parte dalla rendita catastale del box (sulla visura), la si rivaluta del 5% (× 1,05) e si moltiplica per il coefficiente della categoria C/6: 120 per l’imposta di registro, 110 se il box è pertinenza di una prima casa agevolata, 160 per l’IMU.
Per registro, successione, ipotecaria e catastale è 120 (110 se pertinenza della prima casa). Per l’IMU è 160. La formula resta sempre rendita × 1,05 × moltiplicatore.
Sì: se acquistato come pertinenza della prima casa con i requisiti, il box C/6 usa il moltiplicatore 110 invece di 120. L’agevolazione vale per una sola pertinenza per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7.
No. Il valore catastale si calcola sulla rendita, non sul prezzo. Nelle compravendite tra privati di abitazioni e pertinenze si può chiedere al notaio la tassazione «prezzo-valore», con le imposte calcolate sul valore catastale.
Articoli correlati
Superficie commerciale: i coefficienti, con esempio
Come si ragguaglia la superficie commerciale: i coefficienti di balconi, cantine e box, un esempio risolto e perché conta per l’esame di estimo.
Leggi l'articolo →Valore catastale prima o seconda casa: 110 o 120
Stesso immobile, valore catastale diverso: 110 con l’agevolazione prima casa, 120 per la seconda. La formula e un esempio a confronto per l’esame.
Leggi l'articolo →Agibilità o abitabilità: che differenza c’è
Agibilità e abitabilità: perché oggi sono un unico concetto attestato con la SCA, e cosa garantisce. La distinzione che continuano a chiedere all’esame.
Leggi l'articolo →← Torna a tutti gli articoli del blog.